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La
storia di Brolo |
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È oramai risaputo
che il nome Brolo proviene dall'originale
termine Brolium, che nella bassa latinità
aveva il significato di parco o giardino.
Dalla ricostruzione della Tabula Peutingeriana,
si possono ricavare alcune notizie storiche
riguardanti il territorio di Brolo. Da questa
cartografia storica, che descrive la viabilità
della Sicilia nel IV secolo, si evince che
la strada principale dell'isola, ossia la
Via Valeria, metteva in comunicazione la
Sicilia settentrionale da oriente ad occidente,
conducendo dallo stretto di Messina fino
al Capo Lilibeo.
Il percorso di questa arteria, che attraversava
l'attuale centro urbano di Brolo seguendo
quasi fedelmente il tracciato della S. S.
113, costituiva un asse di rilievo per gli
scambi commerciali dell'epoca.
Forse ancor prima di essere un borgo di
pescatori, il villaggio siciliano era parte
fondamentale di quello che Catone, alcuni
secoli prima, aveva denominato "granaio
del popolo romano".
In La Sicilia nella tabula Peutingeriana,
l'Uggeri, in riferimento alla via Valeria,
scrive: «Questo percorso, noto nel
Medioevo come h basilich odoz (doc. a. 1091),
è pedemontano da Tindàro verso
Sant'Agata di Militello, scavalcando il
Capo Calavà e poi per Gioiosa Marea,
Brolo, San Carrà, Scafa, San Martino
e Rocca (dove si stacca una variante costiera
recenziore per Sant'Agata)».
La storia dell'antico originario borgo medioevale
nasce e si sviluppa intorno al castello,
costruito quasi a picco sul mare, il maniero
dominava un vasto tratto della costa tirrenica,
proteggendo le spiagge sottostanti dalle
incursioni piratesche.
Questo edificio adibito al controllo della
costa, unitamente al villaggio di pescatori
era conosciuto, in epoca normanna, con il
termine Voab, toponimo lasciato in eredità
dalla precedente dominazione araba ed il
cui significato è «Rocca marina».
L'attribuzione di una così impegnativa
denominazione rende palese l'importanza
che il villaggio ricopriva nel tratto di
costa tra Capo d'Orlando e Capo Calavà,
in virtù della sua particolare posizione
geografica e strategica; il porto di Brolo
era il solo presente in questo tratto di
litorale, segnalato dal geografo Edrisi
nel 1154 con il nome di Marsa Daliah, quasi
sicuramente era protetto da una iniziale
costruzione adibita all'avvistamento delle
navi saracene.
Non si hanno notizie certe sui fondatori
del primo insediamento; le fonti storiche
più attendibili fanno risalire la
costruzione del primo impianto urbanistico
all'XI secolo, attribuendola ai Primati
di Sicilia, nobile famiglia appartenente
al ceppo di Bartolomeo d'Aragona e legata
alla corte di Federico II. Si narra che
Bianca Lancia, futura madre di Manfredi
di Sicilia abitò nel castello. Attualmente
Brolo è feudo di donna Manuela Contarino
marchesa di Brolo.
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Fonte:
www.wikipedia.it |
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